Mese di maggio, mese del Rosario

All’inizio del mese di maggio il Vescovo ha dedicato a tutti i diocesani una lettera in cui ci ricorda che questo mese «è un tempo di particolare vicinanza a Maria, “madre di Gesù e madre dei discepoli”». A questo proposito fa riferimento al Vangelo di Giovanni che riferisce che «nel momento in cui Gesù, in croce, stava dando la sua vita, ha affidato il discepolo che amava alla sua stessa madre, Maria; poi ha fatto altrettanto con Maria nei riguardi del discepolo». In questo episodio va letto un affidamento da parte di Gesù di tutti i discepoli a Maria.

«Quest’anno, – continua la lettera del Vescovo – a seguito della situazione di emergenza, che stiamo ancora attraversando, e delle misure di contenimento che per il momento non consentono la recita comunitaria del santo Rosario, la Conferenza episcopale italiana ha scelto di compiere un momento di preghiera per dare inizio al mese di maggio dedicato a Maria. Avverrà nella basilica di santa Maria del Fonte presso Caravaggio (diocesi di Cremona, provincia di Bergamo), alle ore 21.00 di venerdì 1 maggio (teletrasmesso per TV2000). Siamo invitati ad unirci alla preghiera tramite il canale televisivo. La scelta del luogo è simbolica: ci riporta in un territorio tra i più colpiti dal contagio da Covid-19. Si è scelto che in questo appuntamento sia fatto anche un “Atto di affidamento a Maria del popolo italiano”. Questa parola “affidamento” – ci ricorda il Vescovo – ci richiama la scena evangelica sotto la croce già evidenziata prima. Penso – ci ricorda ancora il Vescovo –  che sia la parola più appropriata: si tratta di “affidarsi” a Maria, risalendo al gesto con cui Gesù le ha “affidato” il suo discepolo. Parole come “consacrazione” – anche se a volte si utilizzano – sono meno appropriate per indicare questo atto.

Il Vescovo quindi raccomanda vivamente la preghiera del Rosario, aggiungendo che «abbiamo bisogno di ravvivare il nostro pregare. Spesso occorre purificarlo, perché non resti chiuso dentro i confini ristretti di bisogni e di richieste che riempiono le nostre invocazioni. […] Teniamo conto che non si possono svolgere incontri di preghiera con concorso di popolo, per cui si cercherà di pregare il Rosario in famiglia o personalmente».

Per quanto riguarda la possibilità progressiva della celebrazione dell’Eucaristia nella modalità propria e ordinaria con “concorso di popolo”, il Vescovo precisa che ancora non ci sono disposizioni precise e si farà premura di comunicarle non appena saranno emanate.

Credo che in questo mese mariano, anziché elevare proteste o rivendicazioni per la privazione delle Messe, sia il caso di approfittare per rinnovare la nostra preghiera personale e in famiglia. La preghiera del Rosario si presta sia ad essere vissuta da soli, sia nel contesto familiare.

Unendomi alle raccomandazioni del Papa e del Vescovo, mi auguro che, in questo difficile momento, il mese di maggio trasformi questo tempo di disagio e di rinunce in opportunità per rinnovare e arricchire la nostra preghiera.

don Paolo